{"id":1235,"date":"2024-04-05T13:32:39","date_gmt":"2024-04-05T11:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/output.di.unisa.it\/?post_type=blog_post&#038;p=1235"},"modified":"2024-04-05T14:40:11","modified_gmt":"2024-04-05T12:40:11","slug":"epic-games-2","status":"publish","type":"blog_post","link":"https:\/\/output.di.unisa.it\/index.php\/blog-post\/epic-games-2\/","title":{"rendered":"&#8230;Epic Games"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"470\" src=\"https:\/\/output.di.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/4-parole-su-1024x470.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1236\" srcset=\"https:\/\/output.di.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/4-parole-su-1024x470.png 1024w, https:\/\/output.di.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/4-parole-su-300x138.png 300w, https:\/\/output.di.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/4-parole-su-768x352.png 768w, https:\/\/output.di.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/4-parole-su.png 1395w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi parliamo del seminario del 3 aprile che ha tenuto Epic Games e Untold Games, una societ\u00e0 con oltre 10 anni di esperienze in creazione di contenuti e consulenza per industrie creative (non ho bisogno di dirvi chi \u00e8 Epic Games, giusto?).<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo subito con le 4 parole!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ecosistema<\/h2>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 stata detta proprio all\u2019inizio da <strong>Daniele Barone <\/strong>di Epic Games: <strong>ecosistema. <\/strong>Si riferiva a tutti i tool e sistemi che vengono offerti da Epic Games per supportare designer e programmatori in tutte le fasi e su tutti gli aspetti del videogioco. <\/p>\n\n\n\n<p>La perfetta integrazione di questa pletora di strumenti permette lo sviluppo velocissimo dell&#8217;industria dei videogames (che ricordiamo sempre, genera annualmente pi\u00f9 introiti all\u2019anno della industria di cinema e musica, <em>presi insieme!<\/em>) in un mercato cos\u00ec grande e globale. E questo anche rende chiaro come i <em>relativamente <\/em>pochi addetti allo sviluppo di videogiochi riescano a produrre cos\u00ec tanto con ecosistemi di prodotti bene integrati. <\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 una cosa su cui riflettere anche quando pensiamo ad altre applicazioni: le integrazioni tra tool, l\u2019uso di standard per permettere il riuso dei dati, amplificano l\u2019effetto di tutto quello che viene fatto: \u201cminimo sforzo, massimo rendimento\u201d. E questo ecosistema di Epic Games \u00e8 quello che poi permette alle piccole societ\u00e0 di poter essere competitive con i big player, potendo contare su un game engine perfettamente adatto alla veloce realizzazione, ma che permette anche, come ci \u00e8 stato ricordato, la possibilit\u00e0 di poter programmare in C++ al proprio interno, quando si vuole qualche feature particolare, cosa che \u00e8 sempre necessaria, come ci ha spiegato <strong>Matteo Sosso<\/strong>, per poter creare un gioco che abbia qualcosa di diverso dagli altri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CEO<\/h2>\n\n\n\n<p>La seconda parola sembra avere poco a che fare con l\u2019informatica ed \u00e8 <strong>CEO<\/strong>. CEO \u00e8 l\u2019acronimo di Chief Executive Officer (in pratica Amministratore Delegato) e volevo sottolineare come il CEO di Untold Games, <strong>Elisa Di Lorenzo<\/strong>, abbia fatto questo percorso partendo dalla sua laurea in informatica e dalla passione per i videogiochi e la programmazione. Ha ampliato la sua competenza, che era tecnologica, e la ha usata come base per poter imparare a condurre un\u2019azienda, parlare di mercati dei videogiochi e di scelte strategiche. Insomma, ha costruito la sua strada nel tempo sulle competenze acquisite in universit\u00e0, condite dalla sua passione! C\u2019\u00e8 da riflettere, vero?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fare un percorso per conto vostro<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La terza, pi\u00f9 che una parola, \u00e8 una frase: \u201c<strong>Fare un percorso per conto vostro<\/strong>\u201d che \u00e8 stata pronunciata quando si parlava di valutazione di un CV di un neo laureato, e veniva suggerito che, ovviamente, se aveste fatto un percorso per conto vostro di programmazione di videogiochi questo sicuramente aiutava.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una cosa molto importante, per poter differenziare il proprio CV: ampliare le proprie conoscenze, leggere e applicare i tutorial di un nuovo linguaggio, di un nuovo framework, di un sistema operativo, di una libreria, magari non ancora famosa, ma molto interessante per qualche scopo. Inventarsi un problema, e cercare di risolverlo al meglio. E pubblicare Open Source (con cura!) il vostro risultato cos\u00ec che tutti sappiano che sviluppate in maniera professionale.<br><br>Tra gli esempi proposti, \u00e8 stato suggerito di <em>riscrivere<\/em> un gioco, magari semplice ma programmato bene, fluido, interessante e giocabile. Pensateci! Specialmente ora che sapete che Unreal Engine \u00e8 gratuito per studenti ma rimane gratuito anche se lo usate professionalmente, fino a quando non guadagnate cos\u00ec tanto da potervi permettere la licenza!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il videogioco \u00e8 un software ma non un software<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La quarta frase (purtroppo ancora non una parola!) \u00e8 particolarmente interessante \u201c<strong>Il videogioco \u00e8 un software ma non un software<\/strong>\u201d. Sembra una contraddizione ma non lo \u00e8: i videogiochi hanno un importante aspetto ludico, ricreativo e quindi non devono essere solamente funzionali ma devono essere divertenti, stimolanti, ricreativi. E quindi il progettista e il programmatore di videogiochi devono essere non solamente tecnologi ma anche appassionati. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che chi lavora nell\u2019industria dei videogiochi \u00e8 sempre un videogiocatore, per passione. Questo \u00e8 abbastanza raro nell\u2019industria di altri software. Un esperto, tra le altre cose, di videogiochi, Giovanni Caturano (che avremo nelle prossime settimane) dice che i videogiochi sono l\u2019unico software che invece di risolverti problemi te li crea, nel senso che tu (Mario) vorresti salvare la Principessa Peach ma il videogioco ti crea problemi per non fartelo fare: sarebbe facile creare un software che fa \u201cPremere F1 per salvare la Principessa\u201d e, Poff!, il gioco \u00e8 terminato e hai vinto. Ma, come sapete, non funziona cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza con lo sviluppo di un altro software si avverte anche perch\u00e9, come abbiamo sentito dire da Elisa Di Lorenzo, nell\u2019industria dei videogiochi c\u2019\u00e8 bisogno di un Product Manager, non di un Project Manager, che si occupi quindi non solo degli aspetti tecnici ma coordini anche quelli di brand, di creativit\u00e0, di giocabilit\u00e0, etc.<\/p>\n\n\n\n<p>Riassumendo, un seminario molto particolare, su un mercato molto particolare, di grande interesse e di grandi interessi (economici). Grazie a Epic Games e a Untold Games per l\u2019esperienza!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Vittorio Scarano<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi parliamo del seminario del 3 aprile che ha tenuto Epic Games e Untold Games, una societ\u00e0 con oltre 10 anni di esperienze in creazione di contenuti e consulenza per industrie creative (non ho bisogno di dirvi chi \u00e8 Epic Games, giusto?). 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